sabato 19 maggio 2007

Carrozzieri 007: preso operaio

Ammanchi e furti per 20.000 euro, accusato un addetto al soccorso stradale.

DALMINE Per raccogliere le prove sul principale sospettato della raffica di furti in officina si sono improvvisati investigatori e, oltre a sfruttare la tecnologia del loro sistema d'allarme, hanno simulato delle finte operazioni di soccorso stradale. Al termine di questa singolare attività di «intelligence» i titolari della ditta «Officine Lozza Spa» di Dalmine hanno denunciato ai carabinieri un loro dipendente: si tratta di un addetto al soccorso stradale di 25 anni domiciliato nell'Isola, che era stato assunto poco meno di un anno fa. Il giovane, che ha rassegnato le dimissioni, è accusato di aver effettuato servizi di recupero veicoli senza compilare la documentazione fiscale, intascando così i soldi riscossi a fine intervento, e di essersi impossessato di somme di denaro contenute nella cassaforte. Avrebbe anche rubato attrezzature d'officina, pezzi di ricambio e materiale d'ufficio, per un danno complessivo di oltre 20.000 euro. Di fare luce sulla vicenda e sulle effettive responsabilità del giovane si stanno occupando i carabinieri.
Tutto è cominciato dopo una serie di furti avvenuta negli ultimi mesi alla sede di Dalmine delle «Officine Lozza»: sparivano denaro, attrezzature tecniche, materiale elettronico, computer e pezzi di ricambio, inoltre alcuni mezzi del deposito uscivano senza che poi risultassero interventi di soccorso. I titolari hanno avvisato i carabinieri e, con la collaborazione dei dipendenti, hanno avviato degli accertamenti interni: hanno così scoperto che gli ammanchi erano iniziati dopo l'assunzione del giovane e che avvenivano quasi sempre quando lui era in servizio. Così hanno provato a cambiargli il turno e, quando hanno notato che anche l'orario dei furti cambiava, hanno approfondito le verifiche.
Il 7 maggio, alle 22, i titolari hanno chiesto a una persona di loro fiducia di fingere di essere rimasta in panne con l'auto a Stezzano e di telefonare all'892424 del servizio Pagine Gialle per chiedere l'intervento di un carro attrezzi della Lozza. Il venticinquenne, che era di turno, è intervenuto da Dalmine e ha trainato il veicolo fino a Trezzo d'Adda (Milano), incassando 115 euro. Il giorno dopo, però, nella cassaforte dall'azienda quei soldi non c'erano, e non c'erano nemmeno i documenti fiscali dell'intervento. Il controllo delle chiavi elettroniche che i dipendenti della ditta usano per attivare e disattivare il sistema d'allarme ha permesso di rilevare anche che gli ammanchi di denaro dalla cassaforte coincidevano con la presenza della chiavetta del giovane.
Così, martedì, lo hanno convocato e messo di fronte agli indizi a suo carico: il giovane ha ammesso di aver sottratto il denaro e di aver effettuato recuperi intascando gli incassi. L'operaio ha rassegnato le dimissioni ed è stato denunciato ai carabinieri, ma a sua volta ha sporto querela contro i titolari della ditta, sostenendo di essere stato percosso, circostanza che l'azienda smentisce.
Emanuele Biava

da Eco di BG del 19/05/07.