martedì 15 maggio 2007

Carte clonate Preso un capo a Dalmine. È un romeno: forniva i codici via sms E in Austria importò 52 chili di coca

DALMINE Quando qualcuno aveva bisogno di codici per clonare carte di credito, rivolgendosi a lui poteva andare sul sicuro. Utu Claudiu Rohozneanu, un romeno di 40 anni residente a Dalmine, nel suo settore era considerato un «leader». Ai propri connazionali - in Italia a occuparsi delle clonazioni di supporti di pagamento magnetici sono soprattutto romeni - forniva i codici con estrema facilità, spesso utilizzando dei semplici sms o delle e-mail. A bloccarlo sono stati i carabinieri della compagnia di Torino Mirafiori, che sono arrivati a lui mentre indagavano su una banda di suoi connazionali attivi nel settore della clonazione delle carte di credito in Piemonte. I militari lo hanno arrestato nella sua abitazione a Dalmine: proprio grazie ai messaggini sul cellulare e alle mail che inviava ai suoi connazionali, i carabinieri di Torino sono infatti riusciti a localizzare il suo appartamento e, l'altra notte, lo hanno bloccato e accompagnato in carcere. Pare che il romeno fosse in contatto con dei russi e dei romeni che, dalle rispettive patrie, gestivano i codici dei supporti magnetici, «rubati» dai Pos piazzati in supermercati e in punti vendita di tutta Europa, compresa l'Italia. In alcune occasioni Utu Claudiu Rohozneanu avrebbe messo anche in contatto direttamente i fornitori dei codici nei Paesi dell'Est con i suoi connazionali residenti in Italia e attivi nella clonazione di carte di credito. L'arrestato ha riferito ai carabinieri che in passato, vista la sua prestanza fisica - in Romania pare facesse anche gare di traino dei camion - si era occupato del recupero di crediti per dei suoi connazionali. Ma non solo. In Romania era stato più volte arrestato per aver picchiato dei poliziotti. Dopo averlo fermato nell'indagine sulle clonazioni, i carabinieri di Torino hanno scoperto che il quarantenne romeno risultava anche colpito da un mandato di cattura europeo per traffico internazionale di stupefacenti: anni fa, in Austria, assieme a dei connazionali, venne accusato di aver importato qualcosa come 52 chili di cocaina. Dall'Austria era però riuscito a espatriare e si era insediato a Dalmine, pare abbandonando il settore del traffico di droga per dedicarsi alla clonazione di carte di credito, specializzandosi nell'acquisizione di codici da inviare via sms e via e-mail. Tra l'altro la Lombardia è la regione d'Italia nella quale si registrano la maggior parte di furti e denunce di carte di credito: molte vengono ovviamente rubate per essere poi clonate. Nella nostra regione lo scorso anno si sono verificati il 30,2% dei casi. La Lombardia è seguita dal Lazio con l'11,8% dei casi e dalla Sicilia con il 9%. A livello regionale, Bergamo se la cava ancora bene. Il 68,83% delle denunce si registrano infatti a Milano. Segue Varese con il 7,79%, Brescia con il 3,9%, Mantova con il 2,6%. A Bergamo la percentuale è dell'1,3% che, sul totale nazionale, scende allo 0,39%. «I dati complessivi - sottolinea Walter Bruschi, country manager di Cpp Italia, società che si occupa della tutela delle carte di credito - non devono essere fonte di un allarmismo generalizzato, visto che il rapporto tra sinistri e numero di carte in circolazione e operazioni effettuate resta contenuto al di sotto dell'1%. Certamente crescendo il numero di carte di credito, crescerà anche quello di furti, frodi e smarrimenti. La nostra esperienza ci porta a consigliare di prestare sempre la massima attenzione nell'utilizzo di denaro di plastica, proprio come si fa per i contanti». Fabio Conti

da Eco di Bg del 15/05/07