mercoledì 16 maggio 2007

Dialogo islam-Israele È polemica

Sembrava cosa fatta: l'obiettivo lanciato dall'Ufficio pace del Comune era quello di far sedere attorno a un tavolo il Centro islamico di via Cenisio e gli esponenti dell'Associazione Italia-Israele per sottoscrivere un documento di pace che impegnasse entrambe le parti al dialogo intereligioso, a iniziative di confronto e dialogo, al ripudio della guerra e della violenza, e anche al riconoscimento dei diritti e della tutela dei due popoli, israeliano e palestinese. Si sono susseguiti incontri, sottoposte a entrambe le parti diverse bozze di documenti, ma nonostante le trattative diplomatiche, a quanto pare, il documento è rimasto lettera morta. Tanto che Livia Noris, dell'Associazione Italia-Israele di Bergamo ha inviato una lettera al sindaco e a Vanni Maggioni (Ufficio pace): «Nel corso del nostro ultimo incontro con Vanni Maggioni, mi era stata prospettata la possibilità che questa iniziativa potesse concludersi ed essere presentata alla cittadinanza a fine marzo, in occasione di un concerto organizzato dalla consulta studentesca. Il concerto si è svolto ormai da tempo, ma da parte dell'Ufficio pace non mi è arrivata nessuna comunicazione. Posso solo arguire che dell'iniziativa non se ne farà nulla». E Livia Noris evidenzia il suo rammarico, sottolineando che il direttivo dell'associazione «si era mobilitato in modo immediato e propositivo. Ma è ovvio che per dialogare è necessario che entrambe le parti vogliano davvero farlo. Mi sia consentito dubitare del fatto che la nostra controparte avesse tale volontà». Vanni Maggioni specifica: «C'è stata una proposta di documento iniziale, si è discusso, e inizialmente non c'era la disponibilità da parte di Italia-Israele ad accettare un documento in cui non fosse esplicitato in modo netto il riconoscimento dello Stato di Israele e dello Stato della Palestina. Di contro, gli islamici avevano dichiarato l'impossibilità di accettare un documento che avesse la valenza politica e quindi la citazione precisa Stato di Israele e Stato di Palestina: avevano spiegato che loro si ritengono solo un'associazione culturale. Si è lavorato quindi ad altre bozze. Poi la situazione in Medio Oriente è diventata critica e la comunità islamica aveva difficoltà a un confronto. La situazione è solo in stand by: ne abbiamo parlato anche con una delegazione di Israele in visita e in autunno riprenderemo in mano la situazione». E disponibilità a riprendere la via di un dialogo arriva anche dal sindaco Bruni. Il Centro islamico, per voce di Mohamed Saleh sottolinea: «Pronti al confronto tra popoli, ma non possiamo avere ruoli politici». Ca. T.

da Eco di Bg del 16/05/07