ZINGONIA Due transessuali brasiliani sono finiti in cella con l'accusa di aver rapinato un uomo minacciando di danneggiargli l'auto. A bloccarli, in due distinte operazioni, sono stati i carabinieri della compagnia di Treviglio su ordinanza della Corte di Appello di Brescia: in carcere per rapina aggravata sono finiti D. S. A., di 27 anni, e H. L. B., di 28. Tutto è iniziato la notte del 9 febbraio scorso, quando un giovane operaio di Covo ha chiamato i carabinieri segnalando che, mentre si trovava a Osio Sotto nei pressi di un distributore di benzina, era stato avvicinato da due transessuali i quali, minacciandolo di causargli danni all'auto, si erano fatti consegnare 350 euro. I due, prima di fuggire, gli avevano anche rubato le chiavi dell'auto.
Nelle successive indagini, i carabinieri di Treviglio hanno svolto costanti servizi di controllo nelle ore notturne che hanno consentito loro di identificare e fotografare numerosi viados e clienti. Alla vittima della rapina sono state mostrate tutte le foto dei transessuali identificati, e l'operaio ha riconosciuto i due rapinatori. Il 7 maggio la Corte d'Appello di Brescia, accogliendo il ricorso avanzato dalla procura di Bergamo (in prima istanza il gip non aveva accolto la richiesta) ha emesso due ordinanze di custodia in carcere nei confronti degli indagati, entrambi irregolari sul territorio nazionale e sprovvisti di documenti. Sono tuttora in corso delle verifiche per appurare se i due si siano resi responsabili di ulteriori episodi, anche non denunciati dalle possibili vittime.
Nelle successive indagini, i carabinieri di Treviglio hanno svolto costanti servizi di controllo nelle ore notturne che hanno consentito loro di identificare e fotografare numerosi viados e clienti. Alla vittima della rapina sono state mostrate tutte le foto dei transessuali identificati, e l'operaio ha riconosciuto i due rapinatori. Il 7 maggio la Corte d'Appello di Brescia, accogliendo il ricorso avanzato dalla procura di Bergamo (in prima istanza il gip non aveva accolto la richiesta) ha emesso due ordinanze di custodia in carcere nei confronti degli indagati, entrambi irregolari sul territorio nazionale e sprovvisti di documenti. Sono tuttora in corso delle verifiche per appurare se i due si siano resi responsabili di ulteriori episodi, anche non denunciati dalle possibili vittime.
da Eco di BG del 20/05/07.